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DIABETE

Nel nostro organismo il livello dello zucchero nel sangue (glicemia) è regolato in maniera molto precisa da un ormone chiamato insulina. Questa sostanza è prodotta da una ghiandola che è situata al centro dell'addome, il pancreas.

In condizioni normali il pancreas misura continuamente la glicemia: se questa aumenta, libera nel sangue una quantità di insulina sufficiente ad evitarne la salita; quando invece la glicemia tende a diminuire il pancreas riduce la produzione di insulina.

Con il nome diabete si riconoscono due diverse malattie, entrambe caratterizzate dall'aumento dei livelli glicemici (iperglicemia), ma che riconoscono cause completamente differenti:

DIABETE DI TIPO 1 (del giovane, insulino-dipendente):

Può colpire persone tra 0 e 40 anni.

In queste persone, predisposte geneticamente, una infezione virale danneggia il pancreas, ed in particolare le cellule che producono l'insulina (le isole di Langerhans): il pancreas danneggiato non è più riconosciuto come proprio dall'organismo, che lo combatte come se fosse una sostanza estranea e lo distrugge (avviene la stessa reazione che si ha nei riguardi degli organi trapiantati).

La lesione delle isole di Langerhans ha come risultato la mancata produzione di insulina: questa deve essere somministrata dall'esterno, a tutt'oggi per punture sottocutanee, anche se è ragionevole sperare che in futuro sarà possibile anche una somministrazione per spray bronchiale.

DIABETE DI TIPO 2 (dell'adulto, non insulino-dipendente):

Può colpire persone dai 30-40 anni in su; la sua frequenza aumenta con l'età.

E' sicuramente una malattia ereditaria (si ripete cioè spesso nella stessa famiglia), anche se fattori ambientali come l'obesità, la vita sedentaria ed una dieta troppo ricca di zuccheri ne favoriscono l'insorgenza.

In queste persone non vi è una carenza assoluta di insulina; questa continua ad essere prodotta, ma è meno efficace o è liberata in ritardo rispetto alle esigenze: il risultato è comunque un aumento della glicemia (iperglicemia).

Di solito viene curata con dieta e/o farmaci per bocca; raramente è necessaria l'insulina.

Pregiudizi alimentari e luoghi comuni nel diabete

Il miele o lo zucchero di canna possono essere usati al posto dello zucchero: FALSO
Pur essendo alimenti naturali, la quota di zuccheri semplici è uguale a quella dello zucchero.

I dolcificanti sono dannosi: FALSO
Il loro uso è sicuro. Attenzione però al fruttosio, che apporta una quota di calorie e può favorire la sintesi dei grassi.

Il riso è preferibile alla pasta: FALSO
A parità di peso, la quota di calorie è identica, ma i carboidrati contenuti nel riso sono assorbiti più rapidamente con conseguente maggiore incremento della glicemia.

Crackers e fette biscottate al posto del pane: FALSO
Essendo secchi, a parità di peso contengono più farina. Inoltre contengono quote variabili di grassi, che aumentano le calorie.

Niente pane e pasta: FALSO
Gli zuccheri contenuti in pane sono assorbiti abbastanza lentamente, e non provocano aumenti rapidi della glicemia. Attenzione però ai condimenti. A volte si mangia la pasta bisogna rinunciare al pane, o ridurlo. Un panino (50 g) equivale a 35 g di pasta (prima della cottura).

I "prodotti per diabetici" non contengono zuccheri e possono essere consumati liberamente: FALSO
Contengo quasi sempre una buona parte di zuccheri; inoltre apportano molte calorie.

I l gelato è sempre vietato: FALSO
In un diabete ben controllato, può essere assunto senza problemi, a patto di tenere conto delle calorie apportate. Può essere utile controllare la glicemia nelle ore succesive.

L'unico frutto permesso è la mela, megli quella verde: FALSO
Se si escludono uva, fichi, banane e cachi (che possono essere assunti solo in piccole quantità perchè molto ricchi di zuccheri) non vi sono differenze tra quantità normali di tutti gli altri frutti. Un etto di mele equivale a 100g di pere, prugne o ciliege, a 130g di pesche, albicocche, arance, a 160g di fragole o anguria.

L'olio di semi è più leggero di quello d'oliva: FALSO
La quota calorica è simile. Non deve essere usato per friggere, perchè può sviluppare radicali liberi potenzialmente dannosi.

Vino e alcol sono vietati: VERO E FALSO
A digiuno possono causare una crisi ipoglicemica. Vanno calcolate le calorie che apportano. Vini dolci, aperitivi, amari e digestivi contengono molti zuccheri e vanno evitati. In quantità moderata, il vino rosso protegge le arterie.

I formaggi magri sono poveri di grassi: FALSO
Per legge un formaggio deve contenere una determinata quota di grassi. I formaggi magri (mozzarella, ricotta, provola) sono solo "meno grassi" degli altri. Non dimenticare l'alto contenuto di sodio e la quota calorica. E' sbagliato assumere formaggi a fine pasto come dessert, dopo un primo e un secondo piatto completi.

 

CELIACHIA


La celiachia è una condizione digestiva attivata dall'ingestione della proteina glutine, la quale si può trovare in alimenti quali il pane, la pasta, i biscotti, la pizza e ogni altra pietanza contenente frumento, orzo o segale. Anche l'avena può contenere glutine. Quando una persona affetta da celiachia ingerisce alimenti contenenti glutine, si provoca una reazione immunitaria nell'intestino tenue risultante in un suo danneggiamento e la conseguente inabilità ad assorbire certi nutrienti dal cibo.

L'intestino tenue è un tubo di circa 35 mm di diametro e di 5 m di lunghezza che va dal duodeno al colon. E' la sede principale dell'assorbimento delle sostanze nutritive nel circolo sanguigno. La parete dell'intestino tenue è ricoperta da minuscole sporgenze digitiformi, chiamate villi.


Celiachia

L'intestino tenue è un tubo di circa 35 mm di diametro e di 5 m di lunghezza che va dal duodeno al colon. E' la sede principale dell'assorbimento delle sostanze nutritive nel circolo sanguigno. La parete dell'intestino tenue è ricoperta da minuscole sporgenze digitiformi, chiamate villi.

Assomigliano in scala microscopica alle fitte trame di peli di un folto tappeto; la funzione dei villi è quella di assorbire vitamine, minerali e altri nutrimenti dal cibo che viene ingerito.

Un'inefficace assorbimento di nutrimenti può privare cervello, sistema nervoso, ossa, fegato e altri organi di nutrimenti e causare deficienze vitaminiche che possono portare ad altre malattie. Questo può essere grave specialmente nei bambini, i quali hanno bisogno di una nutrizione appropriata per svilupparsi e crescere.

Alcune teorie suggeriscono che la celiachia si sia manifestata nell'uomo quando esso passò da una dieta a base di carne e frutta secca ad una a base di grassi ad alto contenuto proteico come il grano. Comunque è solo negli ultimi 50 anni che i ricercatori hanno ottenuto una migliore conoscenza delle sue cause e di come trattarla.

Sintomi Non esistono sintomi tipici della celiachia. La maggior parte delle persone affette hanno problemi generici come una diarrea intermittente, dolori addominali o magari possono anche non manifestare alcun problema gastrointestinale. I sintomi della celiachia possono simulare quelli di altre malattie come colon irritabile, ulcere gastriche, morbo di Crohn, infezioni parassitarie, anemia, disordini della pelle o disturbi nervosi.

La celiachia si può manifestare anche in modi meno ovvi, includendo cambiamenti del comportamento come irritabilità o depressione, disturbi allo stomaco, dolori alle giunture, crampi muscolari, eczemi cutanei, ferite alla bocca, disordini ai denti o alle ossa e movimenti delle gambe e dei piedi (neuropatia).

Alcuni indizi di malassorbimento che possono derivare dalla celiachia possono essere:

Perdita di peso Diarrea Crampi addominali, flatulenza Debolezza generale Feci maleodoranti o grigiastre che sembrano grasse o oleose. Difficoltà di crescita (nei bambini)

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Cause

Le cause esatte della celiachia sono sconosciute. Quello che si sa per certo è che si tratta di un difetto ereditario. Se un individuo ce l'ha, normalmente si manifesta anche nel 10 % dei parenti prossimi. Può verificarsi a qualsiasi età, anche se solitamente i sintomi non appaiono finché il glutine è introdotto nella dieta. Spesso, per motivi non molto chiari, questa malattia si manifesta dopo alcune forme di trauma: ad esempio infezioni, maternità, forte stress, danni fisici o operazioni chirurgiche.


Fattori di rischio

Anche se chiunque può essere affetto dalla celiachia, essa tende comunque ad essere più comune in persone con altri disturbi autoimmuni.


Diagnosi

Se è noto che qualcuno nella famiglia ha la celiachia, conviene effettuare un controllo. Questo soprattutto per evitare le complicazioni derivanti dalla mancata cura della malattia. Visto che chi è affetto da questo disturbo ha un livello di anticorpi maggiori del normale, un'analisi del sangue può aiutare la diagnosi. Per confermare la diagnosi si può rimuovere (biopsia) una piccola porzione di tessuto intestinale per cercare un eventuale danneggiamento dei villi. Generalmente il tessuto è ottenuto da una endoscopia, ovvero l'inserimento di un sottile e lungo tubo attraverso bocca, esofago e stomaco, fino all'intestino, dove asportaun campione di tessuto.

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Anche osservando le regole di una severa dieta libera da glutine si può confermare una diagnosi, ma è importante iniziare tale dieta solo dopo una valutazione medica.


Complicazioni

A causa del danneggiamento dell'intestino causato dal glutine, pure la digestione di cibi che non lo contengono possono risultare in dolore addominale e diarrea. Alcune persone affette da celiachia non sono in grado di tollerare lo zucchero contenuto nel latte (lattosio) che si trova in prodotti caseari, condizione chiamata intolleranza al lattosio. Se è questo il caso, bisogna di ridurre il cibo e le bevande che contengono lattosio così come quelli che contengono glutine. Una volta che l' intestino è guarito, si può essere in grado di digerire di nuovo i prodotti caseari. Tuttavia ci sono soggetti che sperimentano intolleranza al lattosio nonostante un trattamento della celiachia che ha avuto successo. Se si fa parte di questo gruppo, si deve evitare indefinitivamente prodotti che contengono il lattosio.

Se non viene trattata opportunamente, la celiachia può portare a malnutrizione. Dato che nutrimenti vitali sono persi attraverso le feci piuttosto che assorbiti nel flusso sanguigno, da questa difficoltà di assorbimento può derivare una deficienza di vitamine A, B12, D, E, K e acido folico. Con una perdita continua di grassi nelle feci, anche il calcio può essere perso in quantità eccessive, risultando in altre due complicazioni: un certo tipo di calcoli renali (calcoli di ossalato di calcio) e una malattia delle ossa chiamata osteomalacia, malattia nella quale le ossa diventano molli. La malnutrizione può causare problemi di crescita nei bambini e ritardare il loro sviluppo.

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Persone che hanno la celiachia e non mantengono una dieta libera dal glutine hanno più alte probabilità di sviluppare una delle tante forme di cancro, specialmente il linfoma intestinale. Altre complicazioni a lungo termine includono anemia, osteoporosi e neuropatie periferiche.


Terapia

La celiachia non ha cure, ma la si può tenere sotto controllo efficacemente attraverso un cambiamento di dieta. Una volta che il glutine è rimosso dalla dieta, le infiammazioni dell'intestino tenue cominceranno a cessare entro alcune settimane. All'inizio può essere necessario prendere integratori vitaminici e di minerali che prescriverà il medico o il dietologo per aiutare a correggere le deficienze alimentari.

La guarigione e una significativa ricrescita dei villi avviene in parecchi mesi nei più giovani e in 2 o 3 anni negli individui più anziani.

I vantaggi di una dieta libera da glutine sono notevoli specialmente nei bambini. Non solo i loro sintomi fisici migliorano, ma pure il comportamento e la crescita inizieranno a migliorare.

Per trattare la malattia e prevenire complicazioni è cruciale evitare ogni cibo contenente glutine. Questo significa tutti i cibi o ingredienti derivati dalla maggior parte dei grani, frumento, orzo, segale e avena inclusi.